martedì, dicembre 15, 2009

Canzone per Natale

Le finestre accese e le ombre tutte quante
insieme a conversare
Nelle strade tetre del quartiere un nuovo
centro commerciale
Alberi che puntualmente, giorno dopo giorno,
vengono a mancare.

E' la solita storia di tutti gli anni. Viene giù una spruzzata di neve, si accendono le luci di Natale del centro al sapore di tristezza di barbone che dorme sotto al porticciolo di via del Pratello e che aggiunge altri cartoni nel suo angolo nella speranza di isolarsi un po' da questo freddo della madonna.
Case nelle valigie e valigie nei corridoi.
Ah poi chiaro che c'è anche il mercatino di via Altabella. E' davvero il massimo della tristezza. Anche perchè quello lo ruba proprio il posto ai barboni che di solito si infilano lì eh. No, non sono d'accordo.

Sognò di festeggiare
Le nozze di Natale
C'è il temporale
E nelle case
la luce si fa artificiale

mercoledì, novembre 18, 2009

Freedom

Con quel maledetto di David Bowie a farmi compagnia mi accorgo di essere diventata un po' seria e giuro che non era nelle mie intenzioni, io voglio essere libera da quel peso come ho sempre cercato di fare, tenere la mia malinconia per me, e struggermi solo ogni tanto con qualche pezzo nuovo che lacera l'anima, anche se lo stesso effetto si potrebbe avere guardando per dieci minuti Amici, basterebbe anche solo l'audio perchè quella maledetta transessuale alla conduzione irrita veramente in modo incontrollabile l'udito, quando la sento riemergono in me tutti i pensieri brutti che ho avuto nella vita, come quando, andando a scuola nei giorni in cui aveva piovuto, vedevo i vermi sugli scalini del sottopassaggio di Casalecchio e pensavo, ma può esistere una merda del genere?
Ma non c'è assolutamente niente da fare perchè queste cose me le sono lasciate indietro. Mica uno si deve trascinare dietro i cadaveri, specialmente quando è stato sbattuto a forza su di un'altra strada.
Adesso la mia strada è via Belmeloro, e per ora non ho visto nessun verme quando pioveva. Non dalle sembianze animalesche, quantomeno, perchè su quelle umane non potrei giurarci.

Penso spesso allo schiavo Stico. Poverino.

martedì, novembre 03, 2009

Piovono consapevolezze.

La classica pioggia di inizio novembre ci abbraccia tutti, come di consuetudine, senza che nessuno ricambi o sia minimamente contento di tale dimostrazione d'affetto di questo cielo grigio e coperto. Forse tra qualche giorno si accenderanno le luci del Natale, visto che quelle delle zucche si sono spente, e la cosa mi mette un po' d'ansia, come se si accendessero dei campanelli d'allarme invece di lucine festose.
Ora, non so esattamente spiegare perchè, ma penso sia per il fatto che il tempo mi sta letteralmente scivolando via dalle dita, incredibilmente veloce e assurdamente non captabile, ovvero, capita che a volte mi fermi a pensare a cose come l'ora, il giorno del mese, l'anno, e mi spavento davvero, oh si, sono vent'anni che è caduto il muro di Berlino quest'anno eh, e poi ci stiamo allontanando dagli anni '90 che stavo vivendo l'altro ieri, dal 2000 e la paura del Millenium Bug, da Bim Bum Bam e dalla moda delle Superga con la zeppa, dalla maestra che ti versa un bicchiere di the a ricreazione in quinta elementare, dalle prime serie di Dawson's Creek, e dalla crescita sana.
Perchè se guardo avanti non vedo niente di tutto questo, e niente di lontanamente considerabile sano. Vedo gli anni dieci del duemila come una cosa che mi tocca, non come gli anni novanta che sono stati una grazia, è stato proprio un dono viverci, questo penso.
Un dono.

sabato, ottobre 10, 2009

Noi piccoli.

Volevo soffermarmi un attimo sull'importanza che a volte piccole insignificanti cose rivestono o possono rivestire all'interno di quella grande e grossa e ingombrante cosa, o forse no, che è la vita.
Ci ho pensato l'altro giorno quando, per poco, non sono caduta in bici per colpa di una piccolissima castagna. Ma, dico io, non mi investe una macchina in due anni che giro in bici tutto il giorno e a momenti finisco per terra per colpa di una castagna. Cose grandi e con molto più potenziale distruttivo non mi hanno sfiorata e arriva questa castagnetta che non sarà larga neanche due centimetri a minare il mio equilibrio. Singolare!
Allora perchè la preoccupazione è quella dell'armonizzare l'essere con le grandi cose, mi chiedo. Tanto non si potranno mai controllare, se non è possibile controllare l'influsso di una castagna.
E' con questa consapevolezza che comincio a vivere l'ottobre del freddo che non arriva, delle lezioni nuove e della vita nuova, del lavoro che continua, dell'evoluzione che ruota attorno a questa benedetta castagna.
In fondo anche io, di certo, non lascerò un segno più rimarchevole di lei.

domenica, settembre 20, 2009

Vorrei Parlare Anche Del Sedici.

La mattina passa nella classica apatia quasi serena del trovarsi catapultati in quello che non si osava neanche immaginare, quello che da venerdì scorso in biblioteca davanti al foglio pieno di formule per fare inferenza statistica mi è piombato addosso, ovvero che io non so scendere a compromessi ma l'ho sempre fatto perchè mi ci ha spinto la convenzione di dover essere in un modo, fare la scelta giusta per un futuro giusto, per avere i soldi giusti. E' una cavolo di idea che mi ronza silenziosa nella testa da quando ho provato la terza volta matematica e studiavo e mi chiedevo perdio ma è questo che sono qui a fare, è questo quello che voglio fare della mia vita, sbattermi nove mesi per dodici crediti di matematica che non finiranno qui, oh no, perchè poi ci sarà la finanza la statistica l'analisi di mercato la revisione contabile no, non è questo, io sono uno spirito libero ed i numeri li scrivo pure in parola perchè rigetto la vista di un diavolo di numero, e devo accettare questo, che non è solo un'idea mia, anche la reverenda Marchianò in quel di piazza Scaravilli mi ha chiesto ma te che ci fai qui?, e io avrei voluto risponderle quello che ci fa lei, ci siamo adeguati a quello che ritenevamo giusto ma almeno lei ha studiato quello che pareva essere la sua vocazione ed è quello che voglio fare io, lo voglio fare tutto d'un fiato senza neanche un punto, una frase lunga quattro pagine come quelle di Giuseppe Berto (se avessi il suo talento!), beh è così, e alla fine delle quattro pagine immaginarie leggo la prima riga e mi accorgo che stavo raccontando un'altra storia, punto
Insomma, nel primo pomeriggio sono salita sempre apaticamente ma con un sottile strato di euforia che mi ricopriva come una pellicola sull'autobus con mia sorella e mi sono seduta in un posto vicino al finestrino, per avere sotto controllo il mondo di fuori che non mi aveva sotto controllo, molto bello da immaginare ma un altro utopico momento di quelli propriamente miei, si può immaginare, e così quel viaggio eterno in autobus mi portava a pensare questo, che non so esattamente cosa sono stata fino ad adesso ma so cosa sarò, e lo sarò sempre e me lo ricorderò sempre pensavo, perchè me lo sto andando ad imprimere sulla pelle, e lo faccio per sapere, e per ricordare, e per riuscire sempre ad essere così, a correggermi quando mi accorgo di fare la scelta sbagliata, a riuscirci ed essere accettata ancora, anzi forse ancora più apprezzata come mi ha detto Ale, e, insomma, erano questi i miei pensieri anche mentre scendevo dall'autobus e mi infilavo in quella via un po' sinistra, dimmi che è la cosa giusta quella che sto facendo, anche se non lo è dimmelo lo stesso dicevo alla vecchia me stessa, e sapevo che lei mi avrebbe risposto che era giusto non pensandolo, ma io glielo chiedevo lo stesso mentre aspettavo di imprimere il cambiamento, anche sapendo la risposta ed è con questa consapevolezza che sono entrata nella stanza dell'impresso, dove chissà chi era andato in chissà quale momento col dolore o la felicità nel cuore a farsi imprimere qualcosa come me, io ho la leggerezza nel cuore mi sono detta, la voglia di cominciare subito questo nuovo pezzo di vita e di farlo al meglio senza curarmi di niente, solo di Ale che non so come diavolo riesce sempre a starmi vicino e a supportarmi quasi come se fosse lui quella pellicola che mi avvolge perennemente, ed infatti lui è qui seduto di fianco a me mentre comincio a sentire questo ronzio mi sono detta, è qui che assiste al mio cambiamento accettandomi e volendomi, e mentre il dolore piano piano si fa strada lui è lì, e supervisiona con cura (troppa?) tutto ciò che mi sta accadendo, e viene con me a comprare la crema e riflette con me su quei dieci minuti che mi hanno definitivamente cambiata non senza disappunto, ed è così insomma che è iniziata la nuova me stessa in un pomeriggio di pioggia che quella quando ci si mette è tremenda eh, sembrava voler cancellare quell'opera appena fatta per me importante ed ormai indelebile, come ho voluto io d'altra parte, punto
Penso non ci sia altro da dire, punto

mercoledì, settembre 16, 2009

Cosa Ho Fatto Il Giorno Del Mio Compleanno

Ho pianto.
Ho riso.
Ho perso mezz'ora alla segreteria studenti di giurisprudenza.
Ho ascoltato Needle in the Hay di Elliot Smith. Solo quella.
Ho lavorato.
Ho guardato per l'ultima sera la pelle bianca del braccio. Domani sarà riempita di quel qualcosa.
Ho quasi vomitato (mangiando troppo gelato al marron glacé).
Ho guardato la pioggia, o lei ha guardato me.
Ho realizzato che non voglio crescere.
Ho assimilato il fatto che non sono più una studentessa di economia.
Ho passato la giornata col mio amante, migliore amico, fidanzato, e tutto quello che si può aggiungere.

lunedì, agosto 31, 2009

Si beh.

Ieri sera il mal di testa mi ha ucciso quei pochi neuroni che riuscivano ancora a saziarsi con le poche risorse a disposizione nella mia testa ma, si sa, sono tempi magri questi. La Vale sarà contenta che io abbia ricominciato a scrivere, credo, e ne sono felice. Mi piacerebbe passare qualche piacevole giorno ad Albarella con lei, ma purtroppo, quest'anno non è possibile. Sono tempi magri, si sa. D'altra parte anche lei si è data al lavoro quest'estate, quindi. Albarella la vedrò forse l'anno prossimo, non che sia di vitale importanza, ma ogni tanto fa bene anche rivivere i luoghi che ci accompagnano da sempre.
Una nota molto positiva che devo rimarcare è che ho iniziato a buttare giù una trama molto interessante (secondo il mio umile parere) e molto piena di possibili risvolti. Mi fa molto bene quest'idea in questo periodo così strano e assurdo. Come me.
Un'altra nota positiva è che oggi finalmente ho trovato il regalo per la cara Sara, un'amica che si meriterebbe più di una come me per uscire ogni tanto, questo è sicuro. Insomma, si parlava del suo regalo. Ebbene, l'ho trovato al Disco D'Oro stamattina, un singolo dei Killers, che le piacciono tanto. Il piccolo particolare è che ha compiuto gli anni a gennaio.
Ma va beh. Devo dire quest'ultima cosa. Ieri sera a mezzanotte mentre ci si avvicinava alla chiusura Radio Capital mi ha fatto un regalo che mi ha dato molto da pensare. Me l'ha sbattuto lì senza avvertirmi, per nessuna ragione, rischiando di pungermi e di rafforzare le mie paure.

No Surprises.

domenica, agosto 30, 2009

...

Cari amati, E' con il cuore e il volto triste che mi rivolgo a voi questa mattina. Venerdì 28 agosto sono stato obbligato a lasciare il gruppo rock di Manchester chiamato Oasis.I dettagli non sono importanti, e poi ci sarebbero troppe cose da elencare. Ma credo che voi abbiate il diritto di sapere che il livello di intimidazione verbale e violenta nei miei confronti era diventato intollerabile. E la mancanza di sostegno e comprensione da parte del mio management e dei miei compagni di band mi ha lasciato senza alternative e costretto ad andarmene.Per prima cosa, voglio porre le mie scuse ai ragazzi di Parigi che hanno pagato un biglietto e hanno atteso tutto il giorno solo per vedere noi, per essere poi, ancora una volta, delusi dalla band. Le scuse probabilmente non bastano, ne sono consapevole, ma temo siano tutto ciò che posso offrire in questo momento.Per rimanere in argomento, vorrei ripetere lo stesse parole alla brava gente del V Festival che ha potuto sperimentare la medesima delusione. Personalmente, ero pronto e carico per offrire una buona esibizione. Ma ahimè, altre persone all'interno del gruppo evidentemente non lo erano.Per concludere, voglio ringraziare tutti i fans degli Oasis in tutto il mondo. Gli ultimi 18 anni sono stati veramente, veramente entusiasmanti (odio questa parola, ma oggi mi sembra essere la più appropriata). Come un sogno divenuto realtà. Porterò con me ricordi gloriosi.Ora, se me lo permettete, avrei una famiglia e una squadra di calcio di cui occuparmi. Ci vedremo da qualche parte lungo la strada. E' stato un fottuto piacere. Grazie molte, arrivederci. NG.

lunedì, agosto 24, 2009

No Alarms And No Surprises

Due volte nella vita è successo che non mi è suonata la sveglia, catapultandomi in una situazione a dir poco critica.
La prima volta è stato quando, il giorno in cui si andava a Barcellona e ci si ritrovava alle sei meno un quarto alla rotonda della Meridiana, ho pensato bene che non valesse la pena andare a letto, in modo da riuscire a dormire nelle dodici ore di pulmann che mi aspettavano. L'ho pensata proprio bene. Solo che alle tre e mezza non ce la facevo più, ed ho pensato ancora meglio di andare a letto per un po', e ancora meglio di mettere come sveglia la vibrazione per non rompere a chi voleva dormire.
L'ho pensata proprio bene. La Tania passava con sua madre a prendermi alle cinque e un quarto. E quella maledetta vibrazione si è persa nei meandri del mio sonno pesante fino alle sei meno un quarto, quando mia madre è venuta a svegliarmi dicendo che c'erano in strada due che urlavano -Giulia!-.
La seconda volta è stato quando, nonostante il lavoro in gelateria, ho voluto fare una gentilezza ed acconsentire ad andare a fare la babysitter alle nove di mattina. Ce la farò sicuramente, ho pensato bene. Ho pensato un po' meno bene quando ho aperto gli occhi ed erano le nove e un quarto perchè, beh, se c'è una cosa che nessuno può negare di me è che sono affidabile, e lo sono fino alla morte sempre, sempre.
Tranne queste due volte. Queste due volte è successo che la mia affidabilità è andata a quel paese. Ed è l'unica cosa che puoi veramente dire di me. Ignoro spesso altre sveglie che mi fa comodo ignorare, tipo alcune scadenze che non mi va di rispettare, alcune persone che non mi va di considerare, alcuni problemi che non mi va di risolvere. Ignoro l'allarme. E poi boh, sai che ti dico, che è meglio lasciarli suonare questi allarmi, perchè a me piace sbagliare, ricordare dei miei errori, rielaborarli, assorbirli, comprenderli, dimenticarli di nuovo.
No Alarms And No Suprises, in fondo.

sabato, dicembre 27, 2008

E che cosa

Oggi Ale, un po' preoccupato, mi ha chiesto quale fosse la mia canzone preferita, visto che, come si sa, se ci si deve sposare c'è il rischio che qualcuno te lo chieda. Il fatto è che lui non sapeva proprio quale potesse essere questa canzone.
In effetti, neanche io lo so, ed è questo il bello: dopo due anni ci si conosce davvero, dicono, talmente da non sapere quello che non si può sapere.
Nel frattempo, non solo il tempo passa, ma anche gli esami, le feste, i momenti intensi, e le parole, che scivolano via senza che io riesca mai a scrivere qualcosa.
Chissà cosa sta facendo Marijoi lassù a Versailles, nella sua casa vuota, piena solo forse di dolore causato dalla solitudine. Le avevo promesso una lettera mai spedita, e me ne vergogno.
Chissà cosa stanno facendo le persone che fino all'anno scorso vedevo più di mia madre; forse fanno le stesse cose, forse le stesse cose ancora di più. Ci credo.
Chissà cosa stanno facendo le persone che sto conoscendo; non lo so, ma penso siano affari loro.

domenica, agosto 31, 2008

Non è mica facile

Ok ok. Non è mica facile trovare delle parole adatte, magari poche, per parlare dei miei 17 giorni a Nizza. Non che qualcuno mi abbia chiesto espressamente di scrivere qualcosa a proposito, ma credo un blog serva anche a questo.
Che dire di Marijoi, beh, innanzitutto che non è il suo vero nome, e poi che non potrò più dimenticarla.
Che dire della televisione francese, che è un'ottima cosa che non ci sia pubblicità durante i film e che nei riassunti degli eventi olimpici ogni giorno montavano dei video con dell'ottima musica, da Jeff Buckley a Bjork, dagli Arctic Monkeys ai Massive Attack, e ogni tanto qualche versione tropicaleggiante, se mi si passa il termine, di No Surprises. Questo quando grazie alla Rai ci si può fare una invidiabile cultura su Gigi D'Alessio e Laura Pausini.
Cosa dire della pulizia dei marciapiedi di Nizza, una merda nel vero senso della parola, visto che più che marciapiedi sembrano percorsi ad ostacoli.
Che dire del Parc Montebello, una struttura fantastica con una piscina fantastica, la cui organizzazione in Italia si può trovare solo in alcune case di riposo, purtroppo.
Cosa dire dei prodotti, che può provocare un trauma vedere il faccione di Mastro Lindo sul flacone di detersivo e constatare che si chiama Mr Propre. E cosa dire del cuore dell'Algida che lì è il cuore della Miko.
Che dire delle abitudini francesi circa la strutturazione di un pasto, beh, non c'è proprio un bel niente da dire, un silenzio stampa da osservare visto che loro ritengono la pasta UN CONTORNO.
E alla fine, che dire dell'EuroCity che mi ha portata a casa, che mi ha vista piangere e ridere. Indifferentemente.

lunedì, luglio 28, 2008

No.

No. Non è neanche lontanamente pensabile che venga permesso ad Ezio Greggio di citare Giuseppe Ugaretti, e non è concepibile che la televisione offenda la buona Bjork utilizzando All is full of love per far ancheggiare la Chiabotto con i lustrini sul culo.

giovedì, luglio 17, 2008

Non finisce un bel niente senza che si ringrazi

Fu così che si concluse la carriera scolastica atta al conseguimento dell'ex diploma di maturità, ora non saprei nemmeno come chiamarlo. Beh, insomma, dopo questo periodo stressante era doveroso prendersi una pausa prima di tornare a stancare gli occhi, quindi, mi riduco a scrivere solo adesso. In realtà avrei troppo da scrivere, ringraziamenti da fare, speranze da alimentare, ecc ecc. Ci posso provare lo stesso, e prego gli eventuali lettori di comprendere come io abbia dovuto rimuovere alcune informazioni per fare entrare tutto in testa in vista dell'esame e, di conseguenza, l'italiano degno di un tunisino.
La prima cosa da fare è senza dubbio ricordare il Salvemini per quello che ha rappresentato, non solo un patibolo e la sveglia alle cinque per studiare. Non solo per gli scioperi organizzati per avere una lavagna decente e le assemblee d'istituto fantasma. Non solo per il banano incomprensibilmente racchiuso tra le sue mura e tantomeno per l'alberello spelacchiato di natale. Il Salvemini è stato qualcosa di più. E' stato l'Erica che emulava i versi della giungla per i corridoi ed è stato la visita a San Patrignano, le mosche ammazzate con le proprie mani, gli sguardi di ghiaccio di Gianni che ci ha lasciati quest'anno (non è morto, è andato in pensione), è stato il non essere assolutamente in grado di copiare, le mele entrate dalla finestra, la prof di conversazione inglese che marca convinta il fatto che la notte prima le è "venuta una piscia da cavallo", la Soumia silenziosa che forse ne sa una più del diavolo, la Cesari ed i suoi pizzoni, e le sue strane convinzioni ed assurdità, la gita a Barcellona dove Bellicapelli ubriaco è rimasto imprigionato in una ruota da criceto di grandezza umana e nessuno faceva niente per aiutarlo, anzi, tutti speravano che ci rimanesse per sempre solo perchè faceva ridere.
E, alla fine, il Salvemini è stato il dover studiare come matti per l'esame che incuteva terrore a tutti, e, finito questo, almeno per me è stata davvero una soddisfazione che ha pagato tutto. Il Salvemini nel bene e nel male è stato la mia famiglia per cinque anni, da quando per la prima volta mi sono seduta al banco della 1 Ap con la toppa dei Nirvana cucita sullo zaino a quando, con disprezzo, ripensavo alla me stessa dell'inizio.
Ora, sarà una cosa noiosa per molti ricordare, eppure io sento di averne bisogno visto che non penso ci sarà mai più un Tiri che asserisce di odiare il balletto in quanto non gli interessa vedere "finocchi che ballano", un Bruno che ci porta all'Ikea e che sembra un sultano con le tredici mogli al seguito, uno Shaw che picchia gli alunni, un Orlandini che, quando inizia la verifica, dice: "Tenete pure sotto gli appunti".
Ciao Salvemini!

sabato, giugno 07, 2008

Finisce un capitolo della mia vita

Niente più sveglia alle sei e quaranta, caffè senza zucchero per fare colazione alle sette meno dieci, corsa verso l'autobus nella speranza di non perderlo e puntualmente perderlo, niente più arrivare in classe e scusarsi per il ritardo e passarci sei ore, niente di niente. Niente più il termosifone a ricreazione che Dio solo sa cosa ha sentito quel termo. Finito tutto. Non è rimasta che qualche foto, già velata di polvere.
Eh, oh. Una tristezza infinita.

venerdì, maggio 30, 2008

Dovrei studiare diritto anzi per l'esame

Niente, non c'è proprio verso di mettermi di fronte alle mie responsabilità. Mancano tipo 19 giorni all'esame eppure la cosa mi tocca saltuariamente, sono più depressa per il fatto che finito l'esame certe cose non esisteranno più, e, a pensarci bene, questo non è proprio un pensiero positivo. A Zeno Cosini verrebbe male alla gamba. A me vengono i brividi. Però io e Ninni ce la faremo sicuramente, alla fine l'unione fa la forza, mi dicono.
Volevo dire una cosa. Cioè. Basta dire "I liceali". Se fosse un libro ne scriverei sul margine della copertina "l'unico libro con il merito di aver indelebilmente inciso nei cervelli lo stereotipo scolastico per cui a scuola si impara più come usare una pistola che come risolvere un'equazione". No ma dico! Spero non sia capitata a troppe persone la disgrazia di aver visto quest'oscenità. In confronto "Un posto al sole" è una soap d'autore, ammesso che possa esistere. I Liceali è imbarazzante, io mi sono vergognata e da quando l'ho visto ho deciso di rispondere, a chi mi chiedesse cosa faccio nella vita, che faccio il giardiniere in una villa sui Colli. Mi dispiace anche per i genitori degli attori, che peraltro sono dei pessimissimi interpreti, perchè insomma non deve essere mica tanto bello vedere il proprio figlio recitare una cosa del genere.
Eh oh. Che altro c'è da dire. Niente. Che qualcuno abbia pietà di loro, e della buona Eleonora, che lo ha amato credo. Se vuoi difenderti dalle accuse, Ele, è adesso il momento giusto.

mercoledì, aprile 09, 2008

Tristezza e sentori della fine

Ogni giorno si susseguono sempre più segnali che ci avvertono dell'imminente fine. Una fine abbastanza piacevole sotto molti aspetti (non ci saranno più, ad esempio, donne della Manutencoop che mi fissano truci quando passo in un corridoio appena "pulito"-non avendo scelta- e nessuno mi ruberà più l'mp3 perchè non posso più dimenticarlo a scuola), ma tendente al triste sotto altri.
Oggi quasi mi sono commossa, per davvero, perchè Tiri ha letto l'ultima poesia in classe, l'ultima per sempre eh. Mi è venuto un po' il magone non solo perchè la poesia è "sogno di un prigioniero" di Montale, ma anche perchè ho capito che queste cose mi mancheranno da morire e che forse non troverò mai più un "Tiri" sulla mia strada, che è un po' il mio papà culturale. Anche se forse è un'illusione mi piace pensare che Tiri mi voglia bene, io in ogni caso gliene voglio. Per questo mi sono intristita veramente molto, e una lacrimuccia ci sarebbe proprio stata, perfetta espressione di come mi sentivo. Nessuno mai più mi leggerà una poesia, nessuno mi racconterà più di come Rosso Malpelo è sparito nella cava, e nessuno mi affascinerà con le atmosfere naturali della Pioggia nel Pineto del buon D'Annunzio. Nessuno mi spingerà più a partecipare a concorsi che prevedono un premio di 2000 € a fronte di un breve saggio riguardante un libro di politica, e nessuno mi presterà più le Elegie Duinesi perchè ha sentito che una certa poesia mi è piaciuta un casino. Niente di tutto ciò.
E' per questo che mi piace dire che da ottobre inizierà una nuova vita,fatta purtroppo solo di economia, marketing, ed un ipotetico lavoro.

lunedì, aprile 07, 2008

Bruno

Oggi si parlava di Bruno. Così, perchè tocca a tutti una volta a turno, oggi era la volta di Bruno. Bruno è un ragazzo buono, discreto, alla mano, semplice. E' fidanzato con una ragazza che ora è lontana da lui, ma si vedono regolarmente e lui è sicuramente innamorato.
Bruno ha 29 anni ed è una persona a cui piace vivere, almeno questo è quello che mi pare spicchi più di lui, che non si ferma mica davanti ai pregiudizi eh, no, lui non si ferma no.
Bruno è attento alla persona com'è dentro, non com'è fuori, e non è distaccato nel giudicare quando deve, ed è distaccato nel giudicare quando deve.
Bruno è magrolino, è magrolino perchè forse non ha neanche tempo di mangiare. Forse, si diceva oggi, forse Bruno mangia il legno. Non so perchè il legno. Però sicuramente se ciò fosse vero Bruno mangierebbe i pannelli di truciolato dell'Ikea. Bruno parla sempre dell'Ikea, ci ha lavorato, e ci ha anche portate tutte lì, a vedere come funziona quello che è stato il suo mondo, forse con un po' di nostalgia.
Credo che Bruno ci voglia un po' di bene, e se non fosse così è certo che vuole bene al suo lavoro attuale, che di certo non è che all'inizio di una brillante carriera. Bruno se la merita la brillante carriera, con tutti gli sforzi e la volontà con cui è arrivato a questo punto, a più di 800 km da casa, così, dopo le altre esperienze. E' bello pensare che Bruno ha la macchina ma a volte viene in treno, non so perchè, però è una bella immagine. Bruno ha una vecchia Punto bianca che guida in un modo un po' strano e che parcheggia sempre allo stesso modo, senza sgarrare mai. Quando siamo andate all'Ikea, io e altre in macchina con Bruno ci siamo andate. E forse è in quel momento che abbiamo capito che Bruno è più di tutte le altre cose una persona di grande umanità e con preziose doti interiori.
Chissà, magari invece lui è solo una persona paziente e tranquilla che fa pacatamente quello che deve fare. Però io mi sento fortunata perchè non credo sia da tutti trovare Bruno sulla propria strada, con quel suo maglioncino magari, quello tutto colorato.
A Bruno io voglio bene. Semplicemente perchè è un gran Prof di Economia Aziendale.

venerdì, marzo 07, 2008

Oh, quanto tempo

Oh, quanto tempo! In realtà è un po' che voglio scrivere ma manca sostanzialmente il tempo: il cazzeggio mi ha sopraffatta. No, non è vero. Lo studio mi ha sopraffatta, la metà, le varie pippe. Nel frattempo, io mi diletto nelle mille attività che servono per avere ancora meno tempo. Tipo. Scegliere l'università. Avere a che fare con noiosa gente che fa del lavoro il proprio baratro, e che per questo ti complica la vita. Cercare di istruire la piccola sorella già da ora, che ha 11 anni, ad apprezzare nella vita quello che va veramente apprezzato senza lasciarsi travolgere da inutili passioni per inutili cose.
A questo proposito, posso affermare con certezza che forse incosciamente qualcosa sta già succedendo. In effetti è ormai più di una settimana che le faccio ascoltare i Death Cab quando la porto a scuola. Sono sicura che funzionerà! Il terrore di ritrovarmi un'altra sorella che ascolta Gigi D'Agostino mi porta a prendere queste misure preventive che comunque ormai servono solo per limitare il danno. Anche perchè quando le ho iniziato a far sentire le canzoni mi sono sentita dire: "Se è my dream is to fly over the rainbow l'ascolto, se no no". Lascio perdere il mio potenziale fallimento. Dopotutto, che può fare una poveretta che a volte prova ancora dolore. Senza motivo e perchè.
Forse per colpa di Gigi D'Agostino.

martedì, gennaio 01, 2008

Buon Anno

Volevo augurare buon anno alla persona che stanotte ha lasciato una scia di sangue lungo tutta via Ugo Bassi, parte di via Rizzoli, per poi svoltare in via Indipendenza, anche se in realtà partiva quasi da via Marconi.
Povero cristo ma cosa ti è successo? C'erano bambini che si divertivano a saltare sul tuo sangue! C'erano persone che lo seguivano come una pista con la speranza di trovarti, alla fine, in una qualche buia traversa di via Indipendenza mentre agonizzavi con un coltello piantato in pancia, o con una siringa nel collo, insomma, qualcosa che potesse farli diventare i nuovi Eroi Di Capodanno dopo aver chiamato una delle tante ambulanze che soccorrevano i marocchini in piena overdose.
Chissà se qualcuno ti ha trovato alla fine.. Io ho provato con Amore a seguire le tue tracce, ma ad un certo punto abbiamo abbandonato. Scusa. Spero che tu possa capire che eravamo in Pericolo. Io non mi sono per niente divertita a saltellare sul tuo sangue. Ben inciso.

domenica, dicembre 23, 2007

Notte insonne

Partendo dal presupposto che è Natale ed è il periodo migliore per dire banalità, che non ho praticamente dormito e quindi before you wake up non ci sta a dire niente piuttosto ci vorrebbe un Did you sleep?, bisognerà capire che non sono nelle migliori condizioni di sempre. Certo non si tratta solo di oggi, tutto è iniziato quando sono arrivate voci che sta per arrivare il Natale. Da quel momento tutti i progressi che avevo fatto sono andati in fumo.
La prima cosa terribile che mi è successa è che questa settimana ho riniziato a guardare Un posto al sole, Dio abbia pietà di me. Avevo smesso da un paio d'anni -l'unica della famiglia- e non mi interessava più quella pseudo tragicommedia napoletana, dove ogni settimana
  • qualcuno muore
  • qualcuno va a letto con il vicino o con la donna delle pulizie
  • qualcuna rimane incinta del vicino o la donna delle pulizie rimane incinta
  • scoppia una bomba su una nave o nella cantina di casa ma muore solo chi per caso si trova nei paraggi, ed è sempre o il vicino che ha messo incinta la donnina o la donna delle pulizie in dolce attesa
  • qualcuno scappa e come mete preferite ci sono l'Africa, dove fare volontariato, o la Germania, dove un sexy alpino sarà oggetto delle gelosie della moglie del fuggitivo
  • qualcuno lascia il fidanzato ma non si capisce mai perchè: certi perchè sono arrapati da tutte fuorchè la propria ragazza, certi perchè scoprono che la propria ragazza è stata messa incinta dal vicino
  • qualcuna viene picchiata dal promesso sposo, un apparente distinto signore che invece è un furioso criminale che finirà per ucciderla se non dovesse arrivare il prode salvatore ex fidanzato
  • qualcuno finisce in un brutto giro e tutto il palazzo lo scopre e cerca di redimere questo povero scapestrato, ma soprattutto fa in modo che nessun familiare, nonostante viva nel palazzo, venga a scoprire le marachelle del poveretto
  • qualcuno si sposa, salvo imprevisti tipo ex fidanzato che arriva con la moto da corsa a rapire la promessa sposina per portarla lontano dalla costa amalfitana fino a che tutti si saranno dimenticati del fattaccio

Potrei continuare ma la cosa mi ha già spinta alla nera depressione. Anche voi, abbiate pietà di me.